La scomparsa di Cosimo Ridolfi, nipote del fondatore della Fiorentina

Cosimo Ridolfi, figlio dello scrittore Roberto e nipote di Luigi Ridolfi Vay Da Verrazzano fondatore della Fiorentina, se ne è andato in punta di piedi, con l'eleganza e la grande gentilezza con le quali si era distinto durante tutta la vita. Il marchese Cosimo ha abbandonato questa terra lasciando un grande vuoto nella sua famiglia e in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Dotato di una cultura impressionante e molto noto per il suo ruolo tra i più grandi bibliofili italiani, aveva spesso ricordato ai fiorentini e ancor più volentieri ai membri del Museo Fiorentina quale fosse il valore morale di suo zio Luigi. Cosimo si era dedicato per tutta la vita allo studio ed alla conservazione dei suoi antichi incunaboli ed a proseguire gli studi storici del padre. Ebbe passione per la caccia ed i cavalli ma non si distrasse mai dagli studi. Non sopportava la mondanità, apprezzava la natura e la sua quiete.
 

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Fiorentina 1926/27. Le Origini

Museo Fiorentina e ACF Fiorentina sono orgogliosi di presentare il volume ufficiale di celebrazione dei novanta anni di storia del Club sabato 12 marzo 2016 alle ore 13.30 a margine della conferenza stampa di Mister Paulo Sousa nella sala stampa "Manuela Righini" presso lo Stadio "Artemio Franchi". Per la prima volta in maniera scientifica e documentata, sono ripercorsi gli avvenimenti che portarono alla fondazione della Associazione Fiorentina del Calcio e narrate le vicende della prima stagione ufficiale della squadra biancorossa, quella del 1926/27. Oltre ai rigorosi tabellini e delle anagrafiche di tutti i protagonisti di campo e non, nell'opera trovano spazio oltre 120 fotografie inedite dell’annata e le biografie dei pionieri del football fiorentino.

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Vent'anni senza Enrico Cucchi

Carlos Dunga, Stefano Borgonovo, Paolo Perugi, Luca Mattei, Enrico Cucchi e la meteora in prova Diego Vicente Aguirre sono i rinforzi estivi della seconda Fiorentina del tecnico svedese Sven Goran Eriksson: nel 1988 Pier Cesare Baretti vuole a tutti i costi che la sua Fiorentina torni a calcare i palcoscenici europei dopo un’annata di assenza e dopo l’ultima brevissima esperienza di due anni prima quando i portoghesi del Boavista eliminarono al primo turno i viola.

Due di loro, Stefano Borgonovo ed Enrico Cucchi, arrivano entrambi da Milano, entrambi in prestito ed entrambi con il forte desiderio di ricambiare la calorosa accoglienza ricevuta dai tifosi. Il cartellino di Stefano, attaccante di ventiquattro anni e ultime stagioni a Como, è di proprietà del Milan mentre quello di Enrico è dell’Internazionale. 

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Una donazione speciale per il Museo Fiorentina

Il Museo Fiorentina comunica di una donazione che arriva dal figlio di Cesare Augusto Fasanelli (giocatore di AC Fiorentina del 1935/36); la donazione consiste nella grande medaglia di bronzo fatta fondere dal Marchese Ridolfi nel 1932 a Picchiani e Barlacchi sul modello dello scultore fiorentino Mario Moschi e da molte foto anni Trenta a firenze dell'archivio privato della famiglia Fasanelli. Cesare “Cesaretto” Augusto Fasanelli  (Roma, 19.05.1907 – Roma, 04.04.1992) - Attaccante - 1935/36: 11 presenze e 3 reti (5-0 in Serie A, 4-3 in Coppa Mitropa e 2-0 in Coppa Italia). Esordio a Budapest in Coppa Mitropa il 16.06.1935: Ujpest-Fiorentina 0-2. Fasanelli arrivò a Firenze all'inizio del giugno del 1935 dal Pisa, squadra con cui aveva disputato il campionato di Serie B. Dopo avere segnato molte reti nei sei anni in giallorosso (in cui la Roma raggiunse le posizioni di vertice), Fasanelli scese in Prima Divisione e nel 1933 approdò al Pisa, con cui vinse il campionato 1933-34 e si piazzò al quinto posto nel campionato di Serie B l'anno successivo.

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I decenni viola di Pandolfini

Nell’immaginario di ognuno di noi tifosi esiste un nome di una campione - a volte più di uno - legato ad un particolare periodo della nostra Fiorentina. Tagliando con la scure e dividendo i 90 anni della Fiorentina in decenni, possiamo dire che il residuo degli anni venti sono stati di Volk, i trenta quelli di Petrone e Pizziolo, i quaranta quelli di Valcareggi e di Menti, i cinquanta quelli di Julinho e Montuori, i sessanta quelli di Hamrin e De Sisti, i settanta quelli di Antognoni, gli ottanta quelli di Baggio, i novanta di Batistuta e via così. Ognuno di noi può elaborare una propria lista dettata da un incontro, una rete che ha dato un’emozione o una parata impossibile. 

Egisto Pandolfini, oggi splendido novantenne - e quando dico oggi intendo proprio oggi 17 febbraio - ha attraversato cinque di questi decenni legato alla Fiorentina in maniera diretta (atleta, tecnico, dirigente) e nove - tutti - in maniera passionale e autentica. 
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Eugenio, eternamente viola

Eugenio Fantini era nato nel 1932 a Venezia e, come attaccante, era esploso nell’Ozo Mantova: il prefisso dell’epoca era il nome di uno ricco sponsor che, con i suoi investimenti aveva consentito alla squadra mantovana di raggiungere la serie B dopo un combattuto spareggio contro il Siena nell’estate del 1959. La rete che valse la promozione nella gara del Ferraris fu marcata proprio da Eugenio che si congedò dai biancorossi proprio al termine di quella stagione per approdare alla Fiorentina con la laurea di capocannoniere del torneo appena vinto.

All’età di 27 anni, l’attaccante veneto ebbe quindi la possibilità di misurarsi nella massima categoria in una squadra che allineava un attacco formidabile formato da Lojacono, Hamrin, Petris e Montuori. Lui, che negli anni virgiliani aveva realizzato ben 30 reti in 69 gare, prese il compito del rincalzo con grande entusiasmo e applicazione ben sapendo di dover sfruttare e capitalizzare al massimo le rare occasioni che gli si sarebbero presentate.

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Il mio maestro Cesare

Sento ancora la voce di mia madre che dal terrazzo mi chiamava per il pranzo. Erano le estati dei primi anni '70 ed ogni giorno a quell'ora, sulla sabbia infuocata del Bagno Aurora di Marina di Cecina, rimanevamo solo noi due. Un signore di mezza età, dalla muscolatura asciutta e potente, ed un ragazzino che sognava di potere avere un giorno gli stessi muscoli nelle gambe e di fare il calciatore. Ed il pallone, sempre presente, prendeva vita tra uno stop di petto ed un tocco di interno piede.

Ricordo ancora la felicità di quel ragazzino quando il pallone volava senza mai cadere sulla sabbia, il moto di orgoglio che lo pervadeva per la consapevolezza di non aver tradito la fiducia del maestro. E subito un'occhiata intorno, per vedere se qualcuno, magari da un ombrellone, magari dal mare, aveva ammirato tanto spettacolo di tecnica calcistica. Mentre mamma chiamava e richiamava. 

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Memoriale Viola 2015

 Si chiude un altro anno. Tra i bilanci personali di ciascuno di noi, arriva il momento di raccoglierci in un ricordo per tutti i nostri amici, legati direttamente o indirettamente alla Fiorentina, che nel corso del 2015 ci hanno lasciati. Tutte le perdite sono state dolorosissime, alcune improvvise e altre lacerate da anni di indescivibili sofferenze. Rammentiamo Fabrizio Taddei, appassionato tifoso viola che ha lottato come un leone sino al noventesimo prima di arrendersi, insieme alla signora Tiziana, moglie del caro Maurizio Fagorzi. Poi, purtroppo, l'improvvisa scomparsa del Notaio del Museo Fiorentina Claudio Ficozzi e di un pezzo importante della Fiorentina vincente degli anni sessanta come il Petisso, dello storico footballer Giorgio Palloni e di altri amici che hanno segnato la nostra giovinezza: Gino Menicucci e Riccardo Marasco. Gli storici collaboratori viola  Bruno Zavagli e Vincenzo Macilletti e, infine anche Carlo Vittori, preparatore atletico, tra gli altri, anche della Fiorentina.  

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Celebrata la quarta edizione della Hall of Fame Viola

Serata ricca di emozioni e all'insegna dei grandi ricordi quella che si è svolta all'auditorium “Cosimo Ridolfi” di Banca CR Firenze in occasione della IV edizione della Hall of Fame Viola. L'atmosfera è vibrante già all'inizio, con l'apertura che vede entrare in scena il Corteo Storico della Repubblica di Firenze. E la serata prende subito il via, con la consegna del primo riconoscimento alla signora Carla in ricordo di Sergio Cervato, consegnato niente di meno che da l'ex compagno di squadra Ardito Magnini e un altro terzino sinistro del presente come Manuel Pasqual.

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Il Museo Fiorentina celebra la quarta edizione della Hall of Fame Viola

Il Museo Fiorentina comunica che Venerdì 11 Dicembre 2015 alle ore 20.30, presso l’auditorium “Cosimo Ridolfi” di Banca CR Firenze in Via Carlo Magno 7 a Firenze, si svolgerà la quarta edizione della Hall of Fame Viola, organizzata da ACF Fiorentina e Foundation for Sports History Museums. A seguito delle preferenze espresse da oltre duecento giurati su calciatori, dirigenti, allenatori ed ambasciatori della storia viola, nella galleria degli onori della Fiorentina verranno accolti quest’anno il bomber e l’allenatore del 1926 Rodolfo Volk e Kàroly Csapkay, il terzino sinistro del primo Scudetto Sergio Cervato, l’attaccante del secondo titolo nazionale Luciano Chiarugi, il presidente della quarta Coppa Italia Ugolino Ugolini, come ambasciatori viola i giornalisti Paolo Valenti e Carlino Mantovani e l’indimenticato portiere anni Novanta Francesco Toldo.

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