BATTITO VIOLA

24 febbraio

24 FEBBRAIO 2005: Ciao Vigna

Filippo Luti
 
A soli 40 anni, il 24 febbraio del 2005, scompare Sandro Vignini vittima di un maledetto incidente stradale che lo toglie per sempre all’affetto dei suoi cari e all’amore delle sue tre bambine.
Sandro aveva dedicato tutta la vita al calcio e vestito con orgoglio la maglia della Fiorentina primavera, con la quale aveva conquistato nel 1983 lo scudetto di categoria.
Nel prosieguo della carriera, Vignini, terzino non dotato di fisico aitante, ma affidabile, veloce e coraggioso, aveva girovagato tra la B e la C facendosi sempre apprezzare (specialmente a Lucca dove tutti ricordano il suo sorriso e i sette campionati conditi da una promozione in cadetteria e da un successo nella coppa Italia di C). Terminata l’esperienza in campo, Sandro era rimasto nel mondo del calcio allenando anche le giovanili della Fiorentina, all’epoca costretta a mutar nome in Florentia Viola. Un ritorno gradito per noi e per lui a cui era sempre rimasto il rammarico del mancato esordio in serie A con la maglia gigliata. Oggi a dieci anni dalla sua scomparsa, felici del fatto che nella sua Vicchio sia sorta una società di calcio che porta il suo nome, lo salutiamo con affetto e malinconia, orgogliosi che un ragazzo del suo spessore abbia amato i nostri colori.
 
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23 febbraio

23 FEBBRAIO 1964: Cosa ci tocca sentire…

Massimo Cecchi
 
La presenza del “giovane” ministro Giulio Andreotti in tribuna d’onore rende l’incontro del 23 febbraio 1964 al comunale di Firenze tra la Fiorentina e i nerobianchi torinesi ancora più inquietante del solito. In ballo, tra le due formazioni allenate da Giuseppe Chiappella e dal bicampione del mondo Eraldo Monzeglio il quarto posto in classifica all’inseguimento del Bologna e delle milanesi. Sono presenti, oltre ad Andreotti, sessantamila spettatori, pronti a scattare a un’eventuale gol viola, e il Commissario Unico della Nazionale Edmondo Fabbri. 
Parte forte la Fiorentina e dopo una manciata di minuti va in rete grazie a Giovan Battista Pirovano che insacca di testa un preciso cross di Hamrin sul quale il portiere ospite Anzolin era andata a vuoto. Fabbri segna sul suo taccuino il nome del difensore gigliato. La pressione viola porta alla seconda realizzazione gigliata firmata da Sua Maestà Kurt al 40’ che appoggia in rete una corta respinta su tiro di Bartù. Il 2-0 del primo tempo rende piena giustizia al dominio viola che, forse appagati proprio dal doppio vantaggio, soffrono nella ripresa il ritorno ospite: al 21’ il brasiliano Del Sol accorcia con una rete siglata da posizione irregolare come rilevato dal guardalinee vanamente sbandierante ma non considerato dal direttore di gara Marchese. La sofferenza per il vantaggio divenuto a questo punto esiguo, è palpabile negli animi dei giocatori e, di conseguenza, in quelli dei tifosi. 
La Fiorentina porta comunque in salvo la vittoria che le consente di scavalcare proprio i nerobianchi e di agguantare il quarto posto in solitaria a soli tre punti dall’Internazionale terza. Il post partita è scandito dalle lamentele ospiti che reclamano (state seduti please) tre rigori a loro dire netti, e una rete fantasma per un pallone respinto in prossimità della linea di porta da Gonfiantini. Insomma: un autentico furto…      
 
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21 febbraio

21 FEBBRAIO 1988: la Fiorentina subisce un gol e la Curva Fiesole esulta!

Roberto Vinciguerra
 
Quella domenica mattina del 21 febbraio 1988 Firenze si preparava ad abbracciare il proprio idolo di sempre, che tornava a giocare al Comunale di Campo di Marte, ma non con la consueta maglia viola numero 10. Stiamo parlando, ovviamente, di Giancarlo Antognoni il quale aveva lasciato Firenze e la divisa gigliata nell'estate precedente per tentare l'avventura svizzera nelle file del Losanna e proprio Fiorentina e Losanna scesero in campo nel pomeriggio per affrontarsi in una gara amichevole, che si sarebbe trasformata, ovviamente, in una sorta di "Antognoni Day". 
La squadra viola, allenata da Eriksson, in campionato era reduce da sei gare senza vittorie e si trovava a soli quattro punti dalla zona retrocessione. I tifosi viola, che erano già in contestazione aperta contro la società, stavano mal digerendo questa situazione di classifica e, pochi giorni prima, avevano dimostrato il proprio dissenso lasciando deserto lo stadio fiorentino in occasione dell'amichevole contro la Steaua, a cui assistettero solo 700 persone.
Per rivedere l'Unico 10 calcare il terreno del Comunale, però, Firenze rispose con circa 15.000 spettatori, tutti accorsi allo stadio per rendere omaggio allo storico capitano che, una volta entrato in campo, si accorse subito che non sarebbe stata una partita normale, visto che la Curva Fiesole espose uno striscione con scritto "Antonio, i nostri cuori sono infranti, ma la tua stella brillerà per sempre".
Fra cori e applausi per Antognoni e fischi ed invettive contro i Pontello la partita arrivò all'intervallo sul punteggio di 1-0 per i viola, grazie ad un gol segnato da Davide Pellegrini, schierato a centrocampo da Eriksson, ironia della sorte, proprio con la maglia numero 10. 
Nella ripresa il Losanna, guidato da Antognoni tentò di agguantare il pareggio. I tifosi viola ebbero modo di godersi, nella zona centrale del campo, un confronto unico fra il passato della Fiorentina, cioè Antognoni, ed il futuro, ossia Baggio (subentrato a Pellegrini all'inizio della ripresa). Proprio come nei migliori finali dei celebri film, il pareggio del Losanna arrivò a cinque minuti dal termine ed a segnarlo fu proprio l'ex bandiera viola. Nel momento in cui la palla calciata da Antognoni superò Landucci dalla Curva Fiesole si levò un boato che Firenze aveva sentito raramente dopo che l'ex capitano stesso aveva lasciato il capoluogo toscano.
Strano, ma vero, ma la Curva Fiesole aveva esultato sonoramente per un gol subito dalla Fiorentina, ma il motivo era più che nobile, visto che lo aveva realizzato il giocatore simbolo della storia viola. Alla fine della gara, a dimostrazione dell'eccezionalità di quella gara decisamente unica, il tecnico svizzero Barberis dichiarò: "Incredibile, neppure per Paolo Rossi o per Tardelli sarebbe possibile una festa così. Antognoni è un mito. Sapevamo che a Firenze gli volevano bene, ma qui è successo il finimondo!". 
 
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20 settembre

20 SETTEMBRE 1959: Esordio tra gli applausi friulani
Patrizia Iannicelli

Dopo la delusione del campionato 1958/59 per il mancato scudetto, perso per soli tre punti, la Fiorentina riparte con diverse novità. La prima il nuovo allenatore Luis Carniglia, proveniente dal Real Madrid. La squadra rimane più o meno la stessa, Hamrin continuò a dare il proprio contributo a suon di goal, in difesa si mise in evidenza  Saul Malatrasi come jolly. Ma ci fu un episodio che segnò quella stagione: la fresca cessione di Sergio Cervato, grande terzino del primo scudetto viola, alla Juventus. Per i tutti i tifosi era un giocatore incedibile, e non fu facile il compito del presidente Enrico Befani per convincerli che quella era stata la volontà del giocatore. La prima di campionato si gioca quindi il 20 settembre del 1959 a Udine allo stadio Moretti contro l'Udinese. L'arbitro della gara è il signor Liverani di Torino. Queste le formazioni scese in campo, per la Fiorentina: Giuliano Sarti, Saul Malatrasi, Sergio Castelletti, Giuseppe Chiappella, Enzo Robotti, Armando Segato, Kurt Hamrin, Guido Gratton, Miguel Montuori, Francisco Lojacono, Gianfranco Petris. L'Udinese, agli ordini del mister Severino Feruglio, risponde con: Luigi Bertossi, Odero Gon, Enzo Menegotti, Renzo Sassi, Giorgio Odling, Massimo Giacomini, Luis Pentrelli, Luigi Milan, Lorenzo Bettini, Francesco Canella, Alberto Fontanesi. La Fiorentina superiore nei singoli e nel collettivo va in vantaggio al 27esimo del primo tempo con Petris, raddoppia al 34esimo del secondo tempo con Montuori. La netta vittoria viola, frutto di una supremazia tecnica evidente, scalda le mani agli sportivi tifosi friulani che si dilungano in una lunga ovazione per i campioni gigliati: l’esordio li promuove come sicuri protagonisti della stagione.      
 
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20 settembre

20 SETTEMBRE 1926:  La Fiorentina scende in campo per la prima volta
Roberto Vinciguerra

Nel giorno festivo dedicato alla giornata dell’Unità Nazionale, nello stadio, ex-Velodromo, "Libertas" di via Bellini, la neonata Fiorentina disputa la sua prima gara assoluta. L'avversaria di questa storica amichevole fu la squadra de Le Signe. Il risultato fu a favore degli ospiti per due reti ad una. Oggi, 20 settembre di 86 anni fa, iniziò la splendida avventura della Fiorentina.

 
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