BATTITO VIOLA

03 marzo

03 MARZO 2005: Scompare l’allenatore del secolo

Massimo Cecchi
 
Quel pomeriggio osservavo quella partita con distacco: in palio la Coppa del Mondo 1974 tra i padroni di casa della Germania Ovest e l’Olanda. La giovane età non mi consentiva di apprezzare appieno ciò che stavo vedendo. Al via della gara gli olandesi si passano ripetutamente la palla a centrocampo con Johann Cruijff che viene a prendersi il pallone in posizione di regista arretrato. Dopo sedici tocchi che portano il pallone sulla sinistra dell’attacco, questo ritorna in mezzo per la decisa incursione del capitano olandese: uno slalom tra un paio di difensori ed è in area, fermato nell’unico modo possibile. Fallosamente. Rigore. Rete. L’olanda è in vantaggio senza che i giocatori di casa abbiano avuto ancora la possibilità di toccare la palla. 
Quel gioco straordinario era frutto della mente di un grande allenatore di nome Rinus Michels eletto dalla Federazione Internazionale alla fine del novecento l’Allenatore del Secolo. Non è stata un’esagerazione: Michels ha insegnato ai suoi giocatori il football in maniera innovativa per l’epoca, aprendo la strada all’intensità di gioco e all’intercambiabilità tra i ruoli che oggi a noi sembrano prassi normali. Michels ha un palmarès ricco ma non quanto avrebbe meritato: del resto tutti gli innovatori come lui si scontrano con la riluttanza e la pigrizia dei conservatori. Da tecnico tra Olanda, Spagna e Germania: cinque scudetti, quattro coppe nazionali, una Coppa dei Campioni e un Campionato d’Europa per nazioni. 
Di Michels, scomparso oggi 3 marzo nel 2005 all’età di 77 anni, ci restano i ricordi più belli. Quelli della nostra gioventù e di una squadra della quale attaccavamo le figurine sul meraviglioso album di WM 1974: Cruijff, Neeskens, Krol, Rep, Rensenbrink, Van Hanegem, Hann…Il football è un gioco bellissimo e Michels lo ha reso meraviglioso.  
 
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02 marzo

02 MARZO 1969: Tra la Fiorentina e lo scudetto c'é la "bestia nera" Bologna

Roberto Vinciguerra
 
La Fiorentina, reduce dal pareggio a reti bianche a San Siro nel big match della giornata precedente contro il Milan, era stata nuovamente superata al primo posto in classifica dal Cagliari, che si era imposto con un gol del solito Riva sull'Inter che, in quella gara, aveva perso definitivamente ogni possibilità velleità tricolore. Quel 2 marzo 1969 la squadra di Pesaola era impegnata a Bologna, in casa di quella squadra che le aveva inferto, sino ad allora, l'unico dispiacere di quel campionato (3-1 a Firenze il 3 novembre 1968).
Alla vigilia della 20° giornata, dunque, c'era anche la voglia, da parte della squadra viola, di prendersi la rivincita sulla formazione felsinea che, in quel periodo, fra l'altro, era impegnata nella lotta per la salvezza.
Quell'inaspettato successo del Bologna a Firenze sui viola nella gara d'andata, quindi, rappresentava l'ago della bilancia dell'intero campionato: ai viola stava negando la gioia di guidare la classifica ed ai rossoblù stava garantendo la salvezza.
A proposito di salvezza, la Fiorentina stessa doveva sperare, non solo di conseguire un risultato positivo al Dall'Ara, ma anche in un risultato positivo del pericolante Vicenza, penultimo in classifica, che ospitava proprio il Cagliari capolista.
Il tecnico rossoblù Pugliese, subentrato a Cervellati poche settimane prima, era reduce da un solo successo in 5 partite e, pochi istanti prima della gara, dovette fare a meno di Ardizzon (al suo posto venne schierato Prini). Il Bologna comunque, nonostante lamentasse l'assenza anche di Mujesan (uno dei tre rossoblù che trafissero Superchi nella gara d'andata), disputò una buona gara grazie alla buona vena di Savoldi, Pace e Perani, ben assistiti, come accadeva spesso, da Bulgarelli. Anche per questo motivo uno dei migliori della Fiorentina risultò Ferrante, libero e baluardo gigliato difensivo, mentre Superchi fu vigile guardiano della porta gigliata. Purtroppo Maraschi non riuscì ad incidere come suo solito anche a causa di un centrocampo viola non in grado, soprattutto nel primo tempo, ad organizzare il proverbiale gioco voluto da Pesaola.
Nel secondo tempo i viola tentarono la via del gol in maniera più convinta con Esposito e Maraschi, sui quali fu Vavassori a negare la soddisfazione del gol.
Il triplice fischio dell'arbitro Bernardis non fece altro che concretizzare il pareggio a reti bianche, molto più gradito al Bologna che alla Fiorentina.
Il Bologna si confermava, quindi, l'avversario insormontabile per i viola in quella stagione. I tifosi viola, inevitabilmente, pensarono ad una maledizione rossoblù che avrebbe potuto seriamente negare la soddisfazione del secondo scudetto per la Fiorentina.
Per fortuna, un Vicenza in netto recupero riuscì a fermare sul pareggio casalingo il Cagliari del bomber Riva, il quale non andò oltre una segnatura...
 
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01 marzo

01 MARZO 2009: L'eliminazione europea lascia il segno

Patrizia Iannicelli
 
La delusione per l’addio all’Europa nel doppio confronto contro l’Ajax era ancora fresca: nemmeno il tempo di sbollire la rabbia e le inevitabili polemiche che bisogna pensare alla gara di campionato contro la Reggina a Reggio Calabria. È il primo giorno di marzo del 2009 e la gara al Granillo potrebbe rappresentare l’occasione per il rilancio. I calabresi, ultimi in classifica, attaccano i gigliati sul lato sinistro della difesa dove Vargas mostra diversi problemi. Al 21' Sestu, servito da Cozza, approfitta della chiusura in ritardo del peruviano viola e con un gran destro incrociato batte Frey. Pochi minuti e il difensore Cirillo sbaglia in area sull'attacco di Semioli che serve Mutu che tira verso la porta, la conclusione del rumeno è respinta da Puggioni, ma sulla ribattuta Bonazzoli manda in rete il pallone del pareggio. La prima parte della gara termina senza che le due squadre prendano il sopravvento. 
Nella seconda fase la Reggina costringe la Fiorentina ad arretrare nella propria metà campo, i viola rischiano anche su un fallo di Melo su Cozza ai limiti dell'aria che poteva essere punito con un rigore. L'allenatore reggino Orlandi tenta l'ultima carta inserendo un'altra punta. Il protagonista della gara resta il portiere viola Seba Frey, che prima su Corradi e poi su un colpo di testa di Cozza compie due belle parate, salvando porta e risultato. A fine gara si rischia anche di fare risultato pieno, con un contropiede di Mutu con Bonazzoli che calcia sul portiere. Negli ultimi dieci minuti prevale la stanchezza da una parte e dall'altra, ma la Fiorentina porta via un punto dal Granillo che alla luce dei risultati delle dirette rivali per il quarto posto può considerarsi positivo. La prestazione e l'atteggiamento dei ragazzi di Prandelli è stata condizionata dalla faticosa e sfortunata eliminazione dall'Europa, che ha lasciato il segno sul morale ma anche sulle gambe dei giocatori.      
 
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28 febbraio

28 FEBBRAIO 1982: Il primo gol viola di Massaro

Stefano Borgi
 
La domanda girava già da parecchio tempo: "Ma quando segna questo ragazzo? Corre per tutti, prende i rigori, giocherebbe anche bene... Ma gol, nulla. Peccato però..." Così parlava il tifoso viola, abbagliato dalla forza di Daniele Massaro. Ma si sa, nel calcio conta chi la butta dentro. Detto fatto: correva il 28 febbraio 1982, viola di scena al Partenio di Avellino. La storia è sempre la solita: Fiorentina in corsa per lo scudetto, Juventus che gioca (e vince) a Cagliari, insomma... chi si ferma è perduto. E Massaro non si ferma, non si ferma mai. E stavolta segna pure. Prende palla a centrocampo, salta uno, due avversari, entra in area e tira... para Tacconi. Ci risiamo, tanto correre per nulla. E invece la palla resta lì, Daniele si riprende, si coordina e segna il raddoppio. A niente servirà il gol biancoverde di Facchini, la Fiorentina batte l'Avellino e prosegue la sua corsa scudetto. E Massaro? Anche lui continua a correre, fino a Spagna '82... chi l'avrebbe mai detto?
 
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27 febbraio

27 FEBBRAIO 1976: Nasce il giocatore che riporta la Fiorentina in serie A 

Ruben Lopes Pegna
 
È piemontese di Cuneo Enrico Fantini, l’attaccante che la Fiorentina, allora in serie B, acquista dal Venezia nella sessione di mercato del gennaio 2004. Fantini, schierato all’ala destra, va subito a segno nella partita d’esordio al Franchi con il Catania vinta dalla formazione di Cavasin per 3-2. In realtà giocherà poi all’ala sinistra ma anche come centravanti. Fantini poi realizza un altro gol a Firenze con il Bari nell’incontro finito con il successo dei gigliati per 3-1. Al suo attivo, nella stagione 2003/04, ci sono 24 presenze con due reti. Altre due, una in Umbria e una al Franchi, ne realizza nelle gare di spareggio per la promozione in serie A con il Perugia. E sono due reti decisive, perché consentono alla Fiorentina di tornare nel torneo che le compete. Nella stagione 2004/05 Fantini colleziona altri 24 gettoni di presenza in campionato, senza però mai segnare. Disputa anche nove partite in Coppa Italia, siglando un gol al Parma al Tardini nella partita vinta dalla Fiorentina per 3-0. A fine stagione passa al Torino.
 
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26 febbraio

26 FEBBRAIO 1967: Lo Bello vede viola e non ci vede più 

Massimo Cecchi
 
Le vicende che incrociano l’arbitro Concetto Lo Bello e la Fiorentina hanno sempre regalato dolori alla nostra squadra la cui divisa viola evidentemente infastidiva il visus dell’arbitro siracusano. Gli episodi lungo il corso della storia della Fiorentina si sprecano.
Un capitolo riguarda la partita del 26 febbraio al Dino Martelli di Mantova tra i virgiliani e la giovane Fiorentina in quel momento quinta in classifica in compagnia del Bologna. Il Mantova, per parte sua, sulle 21 gare giocate sino a quel momento ne aveva pareggiate ben 16, vinte 3 e perse soltanto 2: insomma, una squadra votata allo spettacolo alla cui guida c’era Giancarlo Cadè.
L’incontro di quel pomeriggio vede il Mantova stranamente all’attacco nella prima frazione di gioco e i ragazzi di Chiappella che si difendono con ordine. Il nulla di fatto dei primi 45 minuti di gioco non accontenta i viola che, nella ripresa si portano in avanti con belle e veloci azioni che scardinano la difesa di casa. In una di queste azioni, mentre è impegnato a centrocampo per lanciare un compagno, De Sisti è colpito duramente da dietro sulla caviglia da Alberto Spelta. La durezza dell’impatto, la volontarietà del gesto e l’effetto prodotto (De Sisti dovrà abbandonare il terreno di gioco e sarà accompagnato in ospedale per gli accertamenti del caso), richiederebbero un provvedimento disciplinare risoluto nei confronti del taglialegna mantovano. Il direttore di gara però non se la sente di sanzionare l’ala biancorossa (“è una ragazzata…” avrà pensato) e lo lascia impunito. Ma ovviamente non basta. All’82’ la Fiorentina segna grazie a un tiro di Bertini che inganna Zoff: il futuro Campione del mondo agguanta la palla ma se la lascia malamente sfuggire e questa viaggia lentamente verso la linea di porta. L’ulteriore spinta al pallone da parte di Chiarugi induce l’arbitro ad annullare la rete tra lo stupore generale (“non penserete mica di vincere…” avrà pensato). Il match termina quindi senza reti per la soddisfazione degli undici più uno avversari che, alla fine, si godono il diciassettesimo pareggio della stagione.  
 
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25 febbraio

25 FEBBRAIO 1974: Dalla dura battaglia emergono Paolo e Claudio

Massimo Cecchi
 
Nel 1974 per il secondo anno consecutivo la Fiorentina dei ragazzi guidati da Sergio cervato è in finale nel Torneo di Viareggio; e per il secondo anno consecutivo il match si risolve nei tempi supplementari dopo una lunga e dura battaglia. L’avversario di quella finale disputata allo Stadio dei Pini il 25 febbraio è la Lazio che, dopo appena un quarto d’ora di gioco si ritrova in dieci per l’espulsione di Castellucci, reo di aver colpito al volto a palla lontana i difensore viola Prestanti. Quella che in teoria avrebbe dovuto quindi rappresentare una gara in discesa, si è invece complicata dannatamente per la conseguente attenta disposizione tattica biancoceleste e per la difficoltà di manovra dei gigliati. Addirittura sono proprio i laziali a passare grazie a Coletta che insacca sul finale di tempo un’azione frutto di un calcio di punizione. L’ansia di recuperare si impadronisce dei giovani viola che, per tutta la ripresa, non riescono a sfondare la munita difesa della Lazio che, pur menomata numericamente, riesce anche a portare qualche insidia dalla parte di massimo Mattolini. Ed è a soli due minuti dal termine che l’uomo viola per eccellenza delle finali, Paolo Rosi, pareggia con un bel tiro a giro che trafigge Avagliano. 
Durante gli inevitabili supplementari, la rinfrancata Fiorentina passa ancora grazie ancora a Paolo Rosi, battitore del calcio d’angolo decisivo, e Claudio Desolati, realizzatore di testa del 2-1 finale grazie al quale la Coppa Carnevale resta quindi nelle mani della Fiorentina. 
L’apoteosi finale vede diversi ragazzi che sono già transitati, o che lo faranno di lì a poco, dalla prima squadra - quali Mattolini, Desolati, Rosi, Prestanti, Restelli, Berni e Bresciani - essere premiati con la grande soddisfazione del pluridecorato Sergio Cervato, trionfatore viola in campo e in panchina.      
 
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