BATTITO VIOLA

10 marzo

10 MARZO 2013: Lo spettacolo dei viola per sognare la Champions

Patrizia Iannicelli
 
Nel posticipo serale della ventottesima giornata, il 10 marzo del 2013, i ragazzi di Montella affrontano allo stadio Olimpico di Roma la Lazio di Petković, diretta avversaria per la corsa al terzo posto. I viola che hanno ricevuto elogi e complimenti in questa prima parte di stagione per gioco e risultati, scendono in campo per infrangere il tabù esterno che dura dallo scorso dicembre e interrompere così la serie negativa di quattro sconfitte esterne. I gigliati partono con determinazione mettendo subito in difficoltà i biancocelesti, con un cross dalla sinistra di Pasqual per Jovetić, palla che sfiora la porta e poi con un tiro di Cuadrado bloccato dal portiere laziale Marchetti. Il vantaggio arriva al diciannovesimo con una percussione di Ljajić verso il centro, velo di Borja Valero e pallone che arriva a Jovetić che di prima con un destro preciso batte Marchetti da fuori area. I viola non si accontentano e cercano il raddoppio continuando ad attaccare con ottime giocate: Gonzalo sugli sviluppi di un calcio d'angolo calcia il pallone di poco al lato. La Lazio, dopo l'iniziale sbandamento dello svantaggio, cerca di sfruttare la velocità dei suoi attaccanti mettendo in crisi la retroguardia viola, ma si va all'intervallo con il vantaggio dei gigliati. Ad avvio di ripresa, dopo appena quattro minuti, una punizione magistrale battuta da Ljajić da oltre venti metri indirizza il pallone sul secondo palo dove Marchetti non può arrivare e porta così al raddoppio della banda di Montella. I biancocelesti cercano di reagire: una punizione di Hernanes viene deviata in area dal portiere gigliato Viviano, che si ripete subito dopo su una girata in area di Floccari. La Fiorentina è padrona del campo e amministra il vantaggio con il possesso palla e qualità di gioco. Al triplice fischio finale i ragazzi di Montella festeggiano un successo meritato conquistando tre punti pesanti. Pizarro e Borja Valero padroni del centrocampo, la velocità di Cuadrado, le giocate di Jovetić e Ljajić le armi vincenti della Fiorentina. I viola con questa vittoria balzano da soli al quarto posto, superando proprio i laziali e l'Inter battuta dal Bologna. Lo spettacolo messo in campo dalla Fiorentina in questa gara avvicina alla realtà di quel sogno chiamato Champions League.   
 
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09 marzo

09 MARZO 1997: Squadra che perde si cambia...nell'intervallo

Stefano Borgi
 
No, nessun riferimento a mute o magliette. Ancor meno scarpe, parastinchi o robe varie... Claudio Ranieri, in quel 9 marzo 1997, cambiò tre giocatori nell'intervallo di Fiorentina-Bologna. Per la cronaca: Piacentini per Cois, Robbiati per Rui Costa, Oliveira per Baiano. Proprio ciò che non dovrebbe fare il bravo allenatore. Il dubbio è lecito: e se nella ripresa si fa male qualcuno? La squadra poi resta in 10 (o magari anche in 9) e allora? Buonanotte ai suonatori. E invece Ranieri ebbe ragione, o meglio... gli andò bene. Del resto qualcosa andava fatto: Fiorentina senza vittorie da ben 7 partite, soprattutto reduce da un primo tempo orripilante. Vantaggio felsineo con Andersson al 2' (erroraccio di Toldo), pareggio di Baiano su rigore, ancora Bologna avanti con autorete di Firicano. E poi una squadra slegata, svogliata, in balia dell'avversario. E allora che problema c'è? Squadra che perde si cambia, anzi si stravolge! Il resto è storia, i viola ribaltano il risultato, Batistuta pareggia su punizione, Robbiati (non a caso subentrato a Rui Costa) pennella sempre su punizione e fa 3-2. La Fiorentina vince il derby dell’Appennino e interrompe la serie negativa. E ora, che gli vuoi dire al tecnico romano?

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08 marzo

08 MARZO 1984: Nasce Alessandro Potenza

Ruben Lopes Pegna
 
È pugliese di San Severo, in provincia di Foggia, il difensore che la Fiorentina acquista dall’Inter nell’estate del 2006 e che l’anno precedente ha giocato in prestito al Maiorca in Spagna. Lo vuole Prandelli che già lo aveva avuto a Parma nella stagione 2004/05 durante la quale disputa 29 partite. Il ruolo preferito di Potenza è quello di terzino destro ma può essere impiegato anche come terzino sinistro o come centrale difensivo. E all’occorrenza può giocare anche come esterno di centrocampo. A Firenze resta per due stagioni (2006/07 e 2007/08) prima di essere ceduto al Genoa. Nella Fiorentina colleziona complessivamente 24 gettoni di presenza in campionato: 19 nel 2006/07 quando segna anche il suo unico gol in maglia viola ed anche l’unico da professionista al Messina nell’incontro vinto dalla Fiorentina per 4-0 e 15 nel 2007/08. Nel 2007/08 disputa anche 2 partite in Coppa Italia.

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07 marzo

07 MARZO 2008: Ciao Nardino 

Massimo Cecchi
 
Il 7 marzo del 2008 Leonardo Costagliola chiude per sempre gli occhi all’età di ottantasette anni. Li chiude nella città nella quale sportivamente aveva avuto più soddisfazioni e della quale era naturalmente innamorato: Firenze. Per lui, salentino con il pallone nel sangue, Firenze è stato un approdo sicuro nel tempestoso mare dell’agonismo di alto livello: incontri importanti, eccezionali parate e l’arrivo in Nazionale insieme ai suoi formidabili compagni di reparto in viola. Alla Fiorentina dal 1948 al 1955, vigilia del primo memorabile scudetto, Nardino fu uno dei protagonisti del progetto tricolore di Befani e Bernardini: ebbe solo la disdetta di non poter far parte di quella straordinaria cavalcata degli invincibili ma ne fu, a pieno diritto, uno degli artefici. Le vittorie nelle competizioni lunghe come i campionati non sono mai frutto di episodi o di eventi irripetibili: quella squadra nacque lontano, dalla fine degli anni quaranta in poi. Nardino c’era. E c’è stato sino al culmine. Siamo convinti che lo stesso Giuliano Sarti abbia un dolce ricordo di quel portiere esperto che dal 1954 gli ha insegnato tanto e gli ha regalato la maglia numero uno nel momento più bello, quello del culmine della salita, quando si apre il panorama alla vista e la fatica è alle spalle e quasi la si dimentica.
Dal quel giorno di marzo del 2008, Nardino è tornato a vedere il mare come forse faceva nei pomeriggi da ragazzino nella sua Taranto, dopo aver sbucciato le ginocchia per parare i tiri dei suoi amichetti nel campetto vicino casa. Ci mancano i racconti delle sue oltre 230 partite in viola dall’osservatorio del solitario ruolo del portiere: Nardino era così, solitario ma sempre sorridente.       
 
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06 marzo

06 MARZO 1966: Un ventenne in viola padrone di Milano 

Massimo Cecchi
 
Quando entrano in campo per disputare l’incontro con le proprie squadre, il tecnico viola Giuseppe Chiappella stringe la mano a Giovanni Cattozzo che, a causa dell’epatite virale che ha colpito Nils Liedholm, siede in sua vece sulla panchina rossonera. Il Milan è reduce dalla gara di spareggio di Coppa delle Fiere contro il Chelsea (nella quale è stata eliminata per sorteggio), mentre i giovani viola attraversano una fase assai brillante della loro stagione e nelle ultime undici gare ufficiali hanno perso una volta soltanto contro il Toro.
L’inizio del match mette subito in luce l’allegra vivacità viola: al primo minuto Fiorentina a segno con Juan Carlos Morrone ma l’arbitro Gonella annulla per un suo presunto tocco di mano. Trascorrono un centinaio di secondi e stavolta il gol è buono: la centrata arretrata bassa dell’argentino Morrone affetta l’area rossonera e arriva sui piedi di Merlo che finta, dribbla e insacca di destro alle spalle di Barluzzi. Il palo colpito da Hamrin alla mezzora anticipa la classica situazione del football nella quale la squadra che domina e spreca è punita dall’avversario. Nel finale di tempo, infatti, è Sormani a pareggiare su punizione e, sempre il brasiliano, ha la possibilità addirittura di raddoppiare in apertura di ripresa per un rigore concesso ai rossoneri a causa di un intervento falloso di Castelletti. Lo stesso palo che aveva negato la gioia ad Hamrin, questa volta la nega a Sormani, salvando Albertosi e rimettendo psicologicamente in gara la Fiorentina. Dopo pochi minuti infatti è ancora il ventenne romano Claudio Merlo a timbrare il cartellino con un favoloso tiro dalla lunga distanza che inganna il povero Barluzzi. Il rossonero Amarildo si fa espellere in chiusura per proteste prima che Brugnera colpisca l’incrocio dei pali per quella che sarebbe potuta essere la rete del trionfo. La gara termina sull’1-2 con la Fiorentina sempre più consapevole delle proprie potenzialità e che si avvicina ai rossoneri in classifica al quinto posto a quota 29.
 
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05 marzo

05 MARZO 1973: Il Carnevale viola

Filippo Luti
 
Per la seconda volta il carnevale di Viareggio si colora di viola. I ragazzi col giglio sul petto conquistano l’ambita “Coppa Carnevale”, giunta ormai alla XXV edizione. A piegare la testa in finale è il Bologna che capitola nei supplementari dopo una bellissima incornata di Paolo Rosi. Per il ragazzo, nativo proprio della cittadina versiliese, è una gioia immensa che si ripeterà in fotocopia (e sempre nei supplementari dopo essere subentrato a un compagno) due anni dopo nell’indimenticabile serata romana che ci regalò il IV trionfo in Coppa Italia. Tornando al torneo di Viareggio, il successo è indubbiamente meritato per i ragazzi di Cervato che, dopo un inizio stentato, hanno regalato ai 15.000 presenti una prestazione convincente fatta soprattutto di grinta e determinazione. Soltanto la buona giornata del portiere bolognese Poggi (con Grop il migliore tra gli emiliani) ha permesso ai petroniani di terminare in parità i tempi regolamentari. Tra i primavera viola sudati e festanti dopo la lunga fatica, segnaliamo Novelli e Pellegrini, autori di un’ottima prova. Ma al di là delle prestazioni personali, ricordiamo e ringraziamo ancora oggi tutti i ragazzi scesi in campo in quel lontano 5 marzo di 42 anni fa: Mattolini, Tendi, Poli, Roggi, Pellegrini, Gritti, Braglia, Restelli, Macchi, Antognoni, Desolati, Rosi e Novelli.
 
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04 marzo

04 MARZO 1979: L’incontro degli incroci

Massimo Cecchi
 
L’arrivo della capolista Milan al comunale di Firenze, offre molti motivi di interesse dal punto di vista sentimentale e da quello statistico. Il 4 marzo del 1979 sia la Fiorentina che il Milan si presentano in campo con il lutto al braccio per la scomparsa dell’ex tecnico di entrambi i club Nereo Rocco, avvenuta il 20 febbraio e non ancora commemorata per lo stop del campionato. Sulla panchina rossonera siede Nils Liedholm, ex tecnico viola, che schiera il futuro esterno sinistro difensivo viola Aldo Maldera e, soprattutto, il grande ex Enrico Albertosi a difesa dei pali. 
Il tecnico viola Carosi deve fare a meno di Galli e non può esimersi dallo schierare in porta Gedeone Carmignani che, da quando durante la scorsa stagione aveva regalato la rete del vantaggio nerobianco a Boninsegna nella maniera più ridicola possibile, non aveva più visto il campo da titolare se non saltuariamente. 
Il Milan colpisce in apertura proprio con il difensore Maldera - giunto all’ottavo gol stagionale! - ma i viola hanno la possibilità di pareggiare per un rigore concesso per atterramento di Buriani ai danni di Amenta. Proprio Amenta e poi Sella avevano già fallito gli unici due rigori avuti dai viola in campionato; e allora, cosa c’è di meglio che affidare la battuta al Capitano? Il tiro di Antognoni è teso e angolato ma quel satanasso di Enrico intuisce il lato, si tuffa agilmente alla sua sinistra e respinge. La demoralizzazione per la ghiotta occasione fallita genera il raddoppio ospite con Bigon ma, nel finale di tempo, Lely accorcia con un perfetto diagonale. Con il risultato quindi ancora in bilico, si consuma il nuovo dramma psicologico di Gedeone che, dopo aver subito la terza rete ancora da Bigon, si fa sostituire in lacrime dall’esordiente Mario Paradisi. Il match si riapre per la seconda volta quando Antognoni scarica un suo destro verso la porta di Albertosi e il tiro è deviato imparabilmente dal giovane Franco Baresi. Siamo al 61’ e i viola vedono il pareggio prima con Amenta al 71’ che colpisce l’incrocio dei pali; poi con Pagliari, il cui colpo di testa è respinto di piedi dal portierone rossonero. L’incontro termina quindi per 3-2 a favore del Milan con Albertosi che esce tra gli applausi di tutto lo stadio e abbracciato al figlio, militante nelle giovanili della Fiorentina, oggi raccattapalle a bordo campo.          
 
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