02 marzo

02 MARZO 1969: Tra la Fiorentina e lo scudetto c'é la "bestia nera" Bologna

Roberto Vinciguerra
 
La Fiorentina, reduce dal pareggio a reti bianche a San Siro nel big match della giornata precedente contro il Milan, era stata nuovamente superata al primo posto in classifica dal Cagliari, che si era imposto con un gol del solito Riva sull'Inter che, in quella gara, aveva perso definitivamente ogni possibilità velleità tricolore. Quel 2 marzo 1969 la squadra di Pesaola era impegnata a Bologna, in casa di quella squadra che le aveva inferto, sino ad allora, l'unico dispiacere di quel campionato (3-1 a Firenze il 3 novembre 1968).
Alla vigilia della 20° giornata, dunque, c'era anche la voglia, da parte della squadra viola, di prendersi la rivincita sulla formazione felsinea che, in quel periodo, fra l'altro, era impegnata nella lotta per la salvezza.
Quell'inaspettato successo del Bologna a Firenze sui viola nella gara d'andata, quindi, rappresentava l'ago della bilancia dell'intero campionato: ai viola stava negando la gioia di guidare la classifica ed ai rossoblù stava garantendo la salvezza.
A proposito di salvezza, la Fiorentina stessa doveva sperare, non solo di conseguire un risultato positivo al Dall'Ara, ma anche in un risultato positivo del pericolante Vicenza, penultimo in classifica, che ospitava proprio il Cagliari capolista.
Il tecnico rossoblù Pugliese, subentrato a Cervellati poche settimane prima, era reduce da un solo successo in 5 partite e, pochi istanti prima della gara, dovette fare a meno di Ardizzon (al suo posto venne schierato Prini). Il Bologna comunque, nonostante lamentasse l'assenza anche di Mujesan (uno dei tre rossoblù che trafissero Superchi nella gara d'andata), disputò una buona gara grazie alla buona vena di Savoldi, Pace e Perani, ben assistiti, come accadeva spesso, da Bulgarelli. Anche per questo motivo uno dei migliori della Fiorentina risultò Ferrante, libero e baluardo gigliato difensivo, mentre Superchi fu vigile guardiano della porta gigliata. Purtroppo Maraschi non riuscì ad incidere come suo solito anche a causa di un centrocampo viola non in grado, soprattutto nel primo tempo, ad organizzare il proverbiale gioco voluto da Pesaola.
Nel secondo tempo i viola tentarono la via del gol in maniera più convinta con Esposito e Maraschi, sui quali fu Vavassori a negare la soddisfazione del gol.
Il triplice fischio dell'arbitro Bernardis non fece altro che concretizzare il pareggio a reti bianche, molto più gradito al Bologna che alla Fiorentina.
Il Bologna si confermava, quindi, l'avversario insormontabile per i viola in quella stagione. I tifosi viola, inevitabilmente, pensarono ad una maledizione rossoblù che avrebbe potuto seriamente negare la soddisfazione del secondo scudetto per la Fiorentina.
Per fortuna, un Vicenza in netto recupero riuscì a fermare sul pareggio casalingo il Cagliari del bomber Riva, il quale non andò oltre una segnatura...
 
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